I disturbi dell'infanzia: la psicoterapia con i bambini

"I bambini costruiscono un mondo fantastico
perché trovano difficile vivere nel loro mondo reale"
Violet Oaklander

disturbi dell'infanzia

"Il mio bambino ha delle difficoltà: è necessario rivolgersi allo psicologo?"

I bambini manifestano il loro disagio attraverso il loro comportamento oppure mediante il modo di relazionarsi agli adulti e con il gruppo dei pari.

Spesso per i genitori è difficile capire cosa stia succedendo, si accorgono che il loro bambino vive un momento di difficoltà perché notano cambiamenti nell'umore e nelle abitudini, oppure perché la scuola segnala che c'è qualcosa che non va.

Per certi bambini è faticoso riconoscere ed esprimere le emozioni che vivono, infatti molti non riescono ad elaborare i vissuti legati alla famiglia, alla scuola e questo può farli entrare in uno stato di agitazione difficile da gestire.

Alcuni bambini esprimono il loro disagio chiudendosi in se stessi, altri invece diventano più inquieti e meno sereni; a volte non riescono a gestire le emozioni che provano e agiscono la rabbia dirigendola verso gli altri, in altri casi non riescono ad esprimerla e tendono ad accumularla dentro di sé. Ci sono poi bambini che hanno bisogno di essere accompagnati in un processo di riconoscimento del proprio valore e dei propri talenti, perché spesso si sentono indecisi, insicuri e vivono con timore le nuove esperienze.

Iniziare un percorso con uno psicoterapeuta infantile può aiutare il bambino a conoscersi e a riconoscersi, può sostenerlo nel processo di esplorazione del proprio mondo emotivo e nel cercare di dare una nuova spinta al fluire delle emozioni, aiutandolo ad uscire da un'impasse in cui si sente bloccato.

Nel lavoro terapeutico di psicologo per bambini e nell'ambito della psicologia dell'adolescenza mi ispiro al modello della Gestalt Play Therapy ideato da Violet Oaklander, secondo la quale il linguaggio privilegiato nel lavoro terapeutico con i bambini è senza dubbio il "gioco".

Attraverso il gioco il bambino riesce a portare fuori il suo disagio, infatti il gioco del far finta e l'uso dell'immaginazione gli permettono di dar voce a quella parte di sé che si sente arrabbiata, impaurita o triste.

Anche il disegno rappresenta un valido strumento per permettere al bambino di rivelare fantasie, impulsi, emozioni, bisogni e desideri; compito del terapeuta non è quello di interpretare il disegno, ma di aiutare il bambino a trovare il senso di ciò che ha disegnato, quindi a diventare consapevole di ciò che prova e di come questo può concretizzarsi in atteggiamenti che possono creargli e creare disagio.

Questo rappresenta l'inizio di un percorso esistenziale in cui il bambino impara a riconoscere ed esprimere le sue emozioni e potrà così decidere come affrontare le piccole e grandi sfide della sua esistenza.

Il disagio adolescenziale si inserisce in un momento di cambiamenti in cui i ragazzi si ritrovano a fare i conti con un corpo in trasformazione, con il bisogno di imparare ad essere autonomi e allo stesso tempo il timore di staccarsi dal legame con le figure genitoriali; inoltre le relazioni con il gruppo dei pari e la scoperta dell'affettività vengono investiti di una forte valenza emotiva.

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