
L’autoefficacia, definita da Albert Bandura, autoefficacia percepita, rappresenta la consapevolezza di saper padroneggiare attività, situazioni o aspetti della propria vita psicologica o sociale. Potremmo definirla come la percezione che abbiamo di noi stessi di sapere di essere in grado di fare, sentire, esprimere, essere o diventare qualcosa.
L’autoefficacia è correlata al concetto di autostima, cioè a quell’insieme di credenze che la persona ha su se stessa, una sorta di giudizio di valore su di sè.
L’autostima e l’autoefficacia sono connesse e si influenzano vicendevolmente, all’aumentare dell’una aumenta anche l’altra.
Ovviamente il grado di autostima condiziona la persona nel modo in cui ci si avvicina alle nuove esperienze; ad esempio chi ha problemi di autostima tende ad evitare le nuove situazioni o a vivere con ansia e senso di inadeguatezza situazioni o contesti nuovi; purtroppo questi vissuti potrebbero condizionare le loro performance creando così un circolo vizioso con conseguenti effetti negativi sull’autostima.
Per sviluppare la propria autoefficacia è necessario modificare alcune modalità nel nostro modo di relazionarci a noi stessi e alla nostra esistenza.
Ad esempio, in ambito lavorativo o scolastico sarebbe utile imparare a riconoscere le proprie capacità e le proprie risorse; sarebbe opportuno smettere di criticarsi ma riuscire ad individuare i propri limiti per poterli trasformare in ambiti di crescita e di sviluppo, cercando di arricchire le proprie competenze.
Un altro aspetto da considerare riguarda il darsi la possibilità di sbagliare, concedere a se stessi il diritto di sperimentare senza pretendere la perfezione. Un atteggiamento di benevolenza verso se stessi può rendere più sostenibile l’accettazione dei propri limiti.