{"id":15,"date":"2017-10-30T18:27:56","date_gmt":"2017-10-30T17:27:56","guid":{"rendered":"http:\/\/psicologogiancola.it\/blog\/?p=15"},"modified":"2020-11-02T17:31:02","modified_gmt":"2020-11-02T16:31:02","slug":"le-dinamiche-di-gruppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psicologogiancola.it\/blog\/le-dinamiche-di-gruppo\/","title":{"rendered":"Le dinamiche di gruppo"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Le&nbsp;&nbsp;dinamiche\ndi gruppo&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\nI processi di\ngruppo scandiscono la vita del gruppo, permettono ad esso di esistere\ne di funzionare; inoltre lo differenziano da un insieme casuale di\npersone. Tali processi riguardano il sistema di status e ruoli, le\nnorme e i valori.<\/p>\n\n\n\n<p>\nPalmonari (in\nArcuri, 1995) riporta la definizione di Scillingo di status che si\nriferisce alla \u00abposizione che una persona occupa in un gruppo\nsociale e alla valutazione di tale posizione in una scala di\nprestigio\u00bb. Il sistema di status costituisce un aspetto strutturale,\ncio\u00e8 relativamente stabile di un gruppo, ma non per questo \u00e8\nqualcosa di statico: \u00e8 infatti sottoposto a delle modificazioni.\nTali cambiamenti sono dovuti a molteplici motivi: l\u2019uscita di un\nmembro dal gruppo, il cambiamento nelle attivit\u00e0, il conflitto con\nun altro gruppo. I cambiamenti di status seguono una logica\nposizionale, per cui se, per esempio, un membro di status elevato\ndeve lasciare il gruppo, sar\u00e0 un membro di posizione intermedia a\nprendere il suo posto, non certo uno di status inferiore. Fra i\nmetodi utilizzati per misurare lo status all\u2019interno di un gruppo\nsono state usate anche tecniche osservative del comportamento non\nverbale dei membri; coloro che occupano uno status elevato tendono ad\navere pi\u00f9 degli altri una postura eretta, a parlare con voce ferma,\na mantenere il contatto visivo. Per quanto riguarda il comportamento\nverbale, le persone con status elevato parlano pi\u00f9 delle altre, pi\u00f9\nprobabilmente esprimono critiche, comandi e interrompono gli altri.\nEssi svolgono un maggior numero di interventi verbali e ricevono un\nmaggior numero di comunicazioni da parte degli altri membri del\ngruppo. Gli studi mostrano che diversi eventi che possono verificarsi\nnel gruppo come l\u2019ingresso di un nuovo membro, l\u2019abbandono da\nparte di un altro, l\u2019introduzione di nuove attivit\u00e0 di gruppo o un\nconflitto intergruppi possono cambiare la gerarchia di status. Lo\nstatus che il soggetto occupa all\u2019interno del gruppo pu\u00f2 derivare\nanche dalla messa in atto di alcuni comportamenti, come aiutare il\ngruppo a raggiungere i propri obiettivi, sacrificarsi a favore del\ngruppo, conformarsi alle norme interne.<\/p>\n\n\n\n<p>\nIl ruolo pu\u00f2\nessere inteso come un insieme di aspettative condivise circa il modo\nin cui dovrebbe comportarsi un individuo che occupa una determinata\nposizione nel gruppo. Palmonari (in Arcuri, 1995) ricorda che il\nruolo riguarda quell\u2019insieme di relazioni e di attivit\u00e0 che ci si\naspetta da un membro del gruppo e da parte degli altri nei suoi\nconfronti rispetto allo status posseduto. Implicando delle\naspettative proprie e altrui, i ruoli permettono che la vita di un\ngruppo sia pi\u00f9 prevedibile e quindi pi\u00f9 ordinata; inoltre essi sono\nfunzionali al conseguimento degli scopi di gruppo, poich\u00e9 implicano\nuna divisione del lavoro al suo interno. Nei gruppi spontanei i ruoli\nsono informali ovvero non sono definiti da un copione stabilito a\nlivello istituzionale. La differenziazione dei ruoli pu\u00f2 essere\nsvolta sull\u2019asse strumentale-affettivo, ovvero alcuni membri, pi\u00f9\ndi altri, si centrano sul compito, mentre altri giocano\nfrequentemente ruoli di tipo espressivo. Entrambi questi aspetti sono\nfondamentali per la vita di gruppo.<\/p>\n\n\n\n<p>\nI ruoli pi\u00f9\ncomuni all\u2019interno del gruppo sono quelli del leader, del nuovo\narrivato e del capro espiatorio. In ogni gruppo c\u2019\u00e8 un leader, \u00e8\nla persona che occupa la posizione alta nella gerarchia degli status.\nNei gruppi naturali sovente esistono pi\u00f9 leader, seppur con ambiti\ndi influenza differenziati, ad esempio per certe abilit\u00e0 relazionali\no per competenza in determinati compiti. Il leader conquista tale\nposizione in quanto la sua credibilit\u00e0 \u00e8 data dai membri del\ngruppo. Egli infatti deve identificarsi con gli scopi e la natura del\ngruppo, deve conformarsi pi\u00f9 degli altri alle norme centrali, mentre\npotrebbe deviare da quelle periferiche senza subire sanzioni. Deve\ninoltre essere percepito dai membri come qualcuno che lavora al\nmeglio per il bene comune; se invece in qualsiasi momento gli altri\nmembri ritengono che agisca per il proprio interesse, viene\nrifiutato.<\/p>\n\n\n\n<p>Gergen\ne Gergen (1990) hanno descritto un classico esperimento condotto da\nLewin, Lippit e White nel 1939 in cui i ricercatori cercarono di\nverificare gli effetti della&nbsp;<em>leadership<\/em>&nbsp;autoritaria\nconfrontandoli con quelli della&nbsp;<em>leadership<\/em>&nbsp;democratica.\nVennero organizzati gruppi di attivit\u00e0 extrascolastiche per ragazzi\ndi 10 anni. In alcuni gruppi il leader era autoritario, prendeva\ntutte le decisioni sulle attivit\u00e0 e sulla divisione dei compiti, era\ndistante e ostile, a volte criticava i ragazzi. In altri gruppi il\nleader assumeva uno stile democratico, aiutava i ragazzi nella\nrealizzazione di progetti, faceva critiche generiche senza\nsoffermarsi sui singoli ragazzi. I risultati di questo studio\npermisero di osservare come, dopo sei settimane, nei gruppi con un\nleader autoritario i ragazzi diventarono apatici e privi di\niniziativa, nei gruppi a conduzione democratica i ragazzi erano stati\nentusiasti e partecipativi.<\/p>\n\n\n\n<p>Palmonari\n(in Arcuri, 1995) ha raccolto la definizione di Hollander (1985)\nsecondo cui la&nbsp;<em>leadership<\/em>&nbsp;implica\nun processo d\u2019influenza fra un leader e i suoi seguaci in ordine al\nraggiungimento degli obiettivi di un gruppo. L\u2019autore pone poi in\nrilievo le ricerche condotte da Bales e Slater (1955), secondo questi\nautori i leaders assolvono&nbsp; essenzialmente a due tipi di\nfunzioni: assicurano che il clima di gruppo sia armonioso&nbsp; e\nfavoriscono la realizzazione del compito organizzando il lavoro del\ngruppo. Nel primo caso si parla del leader socio-emozionale, nel\nsecondo del cosiddetto leader centrato sul compito. Difficilmente\nqueste due funzioni della&nbsp;<em>leadership<\/em>possono\nritrovarsi come caratteristiche in una stessa persona. Bales e Slater\nhanno inoltre evidenziato le due linee principali di comportamento\ndel leader: la considerazione nei riguardi dei membri del gruppo\n(comportamenti di aiuto nei confronti dei subordinati, fornire loro\nspiegazioni, essere amicale e disponibile) e la capacit\u00e0 di\nstrutturazione (portare i subordinati a seguire regole e procedure,\nrendere esplicite le differenze di ruolo fra leader e subordinati).<\/p>\n\n\n\n<p>\nUn capo pu\u00f2\ndiventare tale per molti motivi. In generale deve rispondere a due\ntipi di aspettative, quelle di similarit\u00e0 e di conservazione da un\nlato e quelle di originalit\u00e0 e di innovazione dall\u2019altro. I membri\ntendono infatti a far emergere come leader un soggetto capace di\nessere simile a loro ma anche diverso, che tuteli il sistema di\nnorme, gli stili e i valori di gruppo ma che sappia anche innovarli.<\/p>\n\n\n\n<p>\nQuanto al ruolo\ndel nuovo arrivato ci si aspetta che egli sia ansioso, dipendente,\nconformista, passivo e che quanti giocano questo ruolo con pi\u00f9\nefficacia hanno una maggiore probabilit\u00e0 di essere accettati dagli\n\u201canziani\u201d del gruppo.<\/p>\n\n\n\n<p>\nIl ruolo del\ncaprio espiatorio \u00e8 funzionale alla vita del gruppo in quanto\npermette ai suoi membri di liberarsi di parti negative dell\u2019immagine\ndi s\u00e9 (o di caratteristiche che minacciano la coerenza e\nl\u2019accettabilit\u00e0 dell\u2019immagine di s\u00e9) proiettandole su chi\ndetiene tale ruolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\nVari tipi di\nconflitti sono connessi alle differenziazioni di ruolo nei piccoli\ngruppi. Oltre ai prevedibili conflitti relativi all\u2019assegnazione di\nun determinato ruolo ad una certa persona, le ricerche hanno messo in\nrilievo varie possibilit\u00e0 d\u2019insorgenza&nbsp; del conflitto di\nruolo sia a livello personale, sia a livello del gruppo.<\/p>\n\n\n\n<p>\nOgni gruppo si\nattiene ad un codice di norme che ne regolamenta i comportamenti. Per\nnorme di gruppo non si intendono soltanto le regole che definiscono i\ncomportamenti accettabili o riprovevoli, ma includono anche le\nmodalit\u00e0 espressive come il gergo linguistico e l\u2019abbigliamento.\nPalmonari (in Arcuri, 1995) sottolinea le quattro funzioni a cui,\nsecondo Cartwright e Zander (1968), assolverebbe la costruzione di\nnorme di gruppo:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>l\u2019avanzamento\n\tdel gruppo (<em>group\n\tlocomotion<\/em>)\n\tcome possibilit\u00e0 di raggiungere gli obiettivi prefissati;\n\t<\/li><li>\n\til\n\tmantenimento del gruppo, le norme permetterebbero al gruppo di\n\tpreservarsi, di sopravvivere come entit\u00e0;\n\t<\/li><li>\n\tla costruzione\n\tdella realt\u00e0 come sostegno offerto alle opinioni dei vari membri\n\tper costruire, attraverso il consenso, una realt\u00e0 condivisa e\n\tdunque una realt\u00e0 sociale;\n\t<\/li><li>\n\tla definizione\n\tdei rapporti con l\u2019ambiente sociale in quanto le norme permettono\n\tai membri del gruppo di definire le proprie relazioni rispetto\n\tall\u2019ambiente sociale costituito da gruppi, organizzazioni e\n\tistituzioni.\n<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>\nLe norme e i\nvalori costituiscono il nucleo centrale del gruppo: le situazioni\nsociali che mancano di tali propriet\u00e0 non sono definibili come\ngruppi ma come aggregati casuali. Le norme sociali sono un prodotto\ncollettivo, frutto delle interazioni dei membri,&nbsp; quindi sono\ncreate dal gruppo, anche se i componenti di quest\u2019ultimo non\navessero alcun interesse personale o alcuno scopo comune. Esse si\nbasano sulla capacit\u00e0 umana di darsi delle regole per stare insieme,\nregole che scaturiscono da rapporti di fiducia e che regolano il modo\ndi comportarsi dell\u2019individuo anche quando non \u00e8 in gruppo.<\/p>\n\n\n\n<p>\nNei gruppi\nspontanei si elaborano delle norme implicite, nel senso che non sono\nn\u00e9 scritte n\u00e9 espresse direttamente, ma hanno ugualmente la forza\nd\u2019impatto e il raggio d\u2019influenza sufficiente per sancire\nl\u2019esclusione di un membro che le abbia violate. Tuttavia\nl\u2019allontanamento dal gruppo \u00e8 una difesa che il gruppo adotta solo\nnel caso in cui vengono infrante delle norme che comportano delle\nconseguenze collettive per il gruppo dal punto di vista della sua\nesistenza e del suo funzionamento.<\/p>\n\n\n\n<p>\nQueste norme\nsono definite centrali o categoriche e concernono l\u2019identit\u00e0 e la\ncontinuit\u00e0 del gruppo come unit\u00e0, l\u2019ampiezza del comportamento\naccettabile \u00e8 molto limitata. Maggiore libert\u00e0 \u00e8 invece concessa\nrispetto alle norme periferiche che riguardano questioni considerate\ndal gruppo come marginali al proprio schema di comportamento.<\/p>\n\n\n\n<p>\nPer questioni\nche riguardano da vicino l\u2019esistenza e la perpetuazione del gruppo,\nl\u2019ampiezza del comportamento accettabile \u00e8 limitata, a meno che il\ngruppo non si trovi in uno stato di disorganizzazione (Sherif, 1972).\nIl campo di comportamento accettabile varia in ampiezza a seconda\ndell\u2019importanza che il gruppo d\u00e0 alla norma: maggiore \u00e8 la sua\ncentralit\u00e0, minore \u00e8 la libert\u00e0 dell\u2019azione individuale.<\/p>\n\n\n\n<p>\nSecondo Sherif\n(1972) l\u2019ampiezza del comportamento che pu\u00f2 essere accettato varia\nanche con la posizione che il soggetto occupa nel gruppo. Vi \u00e8\nquindi una relazione tra la conformit\u00e0 e lo status: le norme non\nhanno lo stesso carattere di obbligatoriet\u00e0 per tutti. Per quanto\nriguarda le norme centrali, cui tutti sono vincolati, il leader deve\nconformarsi totalmente ad esse in quanto costituiscono il nucleo\nfondante l\u2019identit\u00e0 e la sopravvivenza del gruppo. Se il leader\ndevia da tali regole \u00e8 soggetto a sanzioni e ci\u00f2 pu\u00f2 provocare il\ndeclino nella gerarchia di potere. Nei confronti delle norme\nperiferiche, il leader \u00e8 invece pi\u00f9 libero di non conformarsi e di\ncambiarle, rispetto ai membri di status basso.<\/p>\n\n\n\n<p>\nNei gruppi\nspontanei, come abbiamo gi\u00e0 accennato, le norme vengono create dal\ngruppo stesso, non imposte dall\u2019esterno. Esse vengono fatte proprie\ne in base ad esse gli individui autoregolano la loro condotta, in\nquesti gruppi il ricorso alle sanzioni non \u00e8 frequente. Se il gruppo\n\u00e8 molto significativo per i suoi membri, infrangere le norme pu\u00f2\nessere causa di malessere e di disagio. Quanto pi\u00f9 forte risulta la\ncoesione interna al gruppo e l\u2019identificazione con esso, tanto\nmaggiore sar\u00e0 tale disagio.<\/p>\n\n\n\n<p>\nSecondo Sherif\n(1972) \u00e8 il coinvolgimento personale di ogni membro la base della\nsolidariet\u00e0 di gruppo, della disponibilit\u00e0 ad accettare le norme\nanche senza la minaccia delle sanzioni e del sentire vincolanti le\nregole del gruppo. Il fatto che siano create e ricreate socialmente\nnel corso di negoziazioni rende i membri maggiormente attivi e\npartecipi.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLe norme sono\nnecessarie affinch\u00e9 il gruppo raggiunga i suoi obiettivi, inoltre\nsono utili per definire le relazioni con l\u2019ambiente sociale\ncircostante, con gli altri gruppi, con le organizzazioni e con le\nistituzioni; le norme sono indispensabili nelle situazioni di\nemergenza come in un conflitto con altri gruppi, in quanto rendendole\npi\u00f9 rigide e prescrittive si incrementa la coesione interna per la\nsalvaguardia dell\u2019esistenza del gruppo. Le norme possono essere\ndefinite come aspettative condivise rispetto a come dovrebbero\ncomportarsi i membri del gruppo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le&nbsp;&nbsp;dinamiche di gruppo&nbsp; I processi di gruppo scandiscono la vita del gruppo, permettono ad esso di esistere e di funzionare; inoltre lo differenziano da un insieme casuale di persone. 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