Le competenze prosociali dei bambini

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I bambini molto piccoli sono già in grado di avere dei comportamenti positivi nei confronti degli altri, infatti sono capaci di comportamenti sociali positivi o di aiuto, cioè comportamenti intenzionali a vantaggio degli altri.

Già nel secondo anno di vita il bambino mostra la capacità di condividere offrendo oggetti e cercando di coinvolgere l’altro. Possiamo distinguere tre tipologie di comportamenti prosociali:condividere, aiutare e cooperare. Gli studi effettuati da Dunn (1988) hanno permesso di rilevare che la quasi totalità dei bambini di 15 e 18 mesi osservati, mostrava o dava degli oggetti, oppure tentava di coinvolgere nel gioco un’altra persona utilizzando un oggetto; i ricercatori considerarono questi comportamenti, che diventavano sempre più frequenti con l’avanzare dell’età, gesti di condivisione veri e propri.

Secondo alcuni studiosi i bambini in età prescolare condividono le cose con gli altri perché si preoccupano dei bisogni altrui, anche se apparentemente aiutano gli altri per cominciare a giocare con loro. A partire dai quattro anni i bambini cominciano a riconoscere i bisogni e i desideri dei coetanei a scuola; inoltre, provano soddisfazione  nelle interazioni e nelle condivisioni con amici e coetanei. Si è osservato inoltre che anche i bambini molto piccoli sono capaci di confortare, aiutare e andare incontro ai bisogni dell’altro.

Baumgartner e Pistorio (2006) hanno condotto una ricerca sulle forme della prosocialità in età prescolare, in particolare sulla percezione dei bambini e degli insegnanti rispetto a questi comportamenti. Nella fase di osservazione sono state rilevate azioni prosociali come confortare, aiutare, condividere, aggredire in difesa di un bambino e ricorrere all’adulto. Dalla ricerca è emerso che i bambini che mettono in atto un maggior numero di comportamenti prosociali sono a loro volta più frequentemente destinatari degli stessi. Inoltre i bambini più piccoli ricevono maggiori interventi prosociali da parte dei compagni.

I bambini mettono in atto delle strategie nelle relazioni prosociali verso gli altri bambini; infatti inizialmente tentano di mitigare l’emozione negativa provata dell’altro attraverso azioni di conforto e consolazione, in seguito comprendono lo stato emotivo dell’altro e cercano una soluzione possibile del problema. Infine la consapevolezza della propria capacità di aiutare gli altri può favorire la tendenza all’aiuto e aumentare l’autostima del bambino.

L’empatia è un’abilità sociale centrale nel mettere in atto un comportamento prosociale  che agisce come “mediatore” tra il percepire e il comprendere lo stato di bisogno dell’altro e il successivo passaggio all’azione.

Nel contesto scolastico docenti oltre a  promuovere i comportamenti positivi tra bambini dovrebbero, sempre più valorizzare quei bambini che riescono a condividere, ad aiutare e confortare i compagni.

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